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Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia nell'UE proveniente soprattutto da combustibili fossili (gas, carbone, petroli). Questi ultimi sono tuttavia le principali sorgenti di emissione di biossido di carbonio (CO2), il quale responsabile dei cambiamenti climatici del pianeta terra. Un uso efficace, razionale e sostenibile dell'energia nel settore edile proveniente dai combustibili fossili, nonch una drastica riduzione della stessa e un aumento quasi esponenziale di energia proveniente da fonti rinnovabili come il sole, il vento, le maree, la terra, costituirebbero i requisiti necessari per ridurre la dipendenza energetica dalle fonti non rinnovabili e di conseguenza le pericolose emissioni di gas ad effetto serra.
L'obiettivo dell'UE essenzialmente la riduzione del 30% delle emissioni di gas ad effetto serra e contemporaneamente il mantenimento della temperatura globale al di sotto di 2 C entro il 2020.
AL fine di perseguire gli obiettivi suddetti, necessario attuare interventi mirati di risparmio energetico nel settore edile, fino ad oggi assenti, attraverso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.
La Direttiva 2002/91/CE, recepita dallo Stato italiano attraverso l'emanazione del D.Lgs 192/2005 e s.m.i., stata sottoposta a modifiche sostanziali dall'UE che ha proceduto alla sua rifusione adottando la Direttiva 2010/31/UE, la quale fissa e determina i requisiti minimi per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici all'interno dell'Unione, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, delle condizioni climatiche degli ambienti interni e dell'efficacia sotto il profilo dei costi (Fonte: Direttiva 2010/31/UE).
La situazione attuale nell'UE
L'obiettivo dell'UE essenzialmente la riduzione del 30% delle emissioni di gas ad effetto serra e contemporaneamente il mantenimento della temperatura globale al di sotto di 2 C entro il 2020.
AL fine di perseguire gli obiettivi suddetti, necessario attuare interventi mirati di risparmio energetico nel settore edile, fino ad oggi assenti, attraverso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.
La Direttiva 2002/91/CE, recepita dallo Stato italiano attraverso l'emanazione del D.Lgs 192/2005 e s.m.i., stata sottoposta a modifiche sostanziali dall'UE che ha proceduto alla sua rifusione adottando la Direttiva 2010/31/UE, la quale fissa e determina i requisiti minimi per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici all'interno dell'Unione, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, delle condizioni climatiche degli ambienti interni e dell'efficacia sotto il profilo dei costi (Fonte: Direttiva 2010/31/UE).

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